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AEROPORTO CALCINATE

L'idea di un aeroporto per la città di Varese cominciò a manifestarsi in parallelo con le esigenze dell'Aeronautica Macchi.
La lunga tradizione costruttiva di idrovolanti e il ruolo di prestigio svolto dalla ditta varesina nella Coppa Schneider fecero sì che come pista naturale fosse utilizzato il Lago di Varese.
Il graduale passaggio alla produzione, sia civile, sia militare, di aerei terrestri portò la ditta ad utilizzare un suo spazio a Malpensa. Contemporaneamente, però, le autorità varesine venivano convincendosi che sarebbe stato utile realizzare una pista di volo sia per le esigenze della Macchi, sia per il trasporto di merci e persone nell'area varesina. Lo studio di un tale ambizioso progetto venne realizzato dall'Ing. Pedoja. Questi, prendendo ad esame l'area lacuale, cercò di individuare una soluzione ponte tra le diverse esigenze, non solo civili e militari, ma anche per il decollo e l'atterraggio su acqua e su pista.
Le aree da lui prescelte ricadevano l'una in direzione di Capolago e l'altra di Calcinate. Fu subito evidente, nonostante le minori esigenze tecniche del tempo, che l'area di Capolago era la meno convincente a causa delle incombenti colline retrostanti. Fu così che ci si orientò per la realizzazione di un impianto a Calcinate.
Tuttavia, per l'effettiva realizzazione del campo di volo per alianti a Calcinate bisognò attendere gli anni successivi alla seconda guerra mondiale.
Un impianto, questo di Calcinate, pensato per il "volo alpino" e che divenne subito la culla delle attività di volo a vela che avevano trovato in tutto il Varesotto dei fervidi sostenitori. Sicuramente l'ispirazione nacque anche dal celebre volo effettuato dalle pendici del Campo dei Fiori in direzione del Lago di Varese. E' quella del volo con gli alianti ancora oggi l'attività principe di questo piccolo, ma molto attivo impianto.