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AEROPORTO VENEGONO

L'origine dell'aeroporto di Venegono sta nel regio decreto che negli anni trenta decise la realizzazione sul posto di un primo "campo di fortuna". Nell'acclusa baracca metallica vennero alloggiati alcuni ufficiali e pochi soldati. Per i primi anni non si hanno notizie di avvenimenti particolari. Furono gli eventi bellici a cambiare la situazione, specie quando Milano cominciò ad essere attaccata dalle formazioni alleate.
Il campo di Venegono venne così promosso a sede di una squadriglia per la caccia notturna.
Si trattava di sei aerei Fiat CR.42, dei biplani di antica concezione che ben poco potevano contro i più moderni aerei alleati, ma che compirono il proprio dovere. Solo in tempi successivi i Fiat furono affiancati da caccia Reggiane Re.2001, sempre idonei per la caccia notturna.
Dopo l'8 settembre il campo venne occupato da reparti tedeschi e della Repubblica sociale italiana. Fu così che Venegono divenne sede del Gruppo Aerosiluranti Buscaglia che aveva a disposizione dieci SM.79.
Dopo un paio di missioni contro navi alleate, il Gruppo venne trasferito a Lonate Pozzolo.
Al termine del conflitto la pista venne dapprima utilizzata dagli appassionati del volo a vela, quindi dall'Aeronautica Macchi che trovò conveniente trasferire qui le attività che in precedenza gestiva attorno a Malpensa.
Assurto al ruolo di aeroporto, l'impianto di Venegono venne battezzato col nome di "Arturo Ferrarin". Il salto di qualità, più che dagli eventi bellici, fu determinato proprio dalla Macchi, che cominciò sin dal 1946 a trasferirvi e a realizzarvi importanti impianti. Qui, ad esempio, atterrarono le decine di caccia Vampire di cui la Macchi aveva ottenuto la commessa per la revisione. Qui furono effettuati i voli di collaudo di tutti gli apparecchi che hanno fatto la fortuna più recente della ditta varesina. Tale il caso dell'MB 326, iniziatore di una fortunata serie di addestratori avanzati a jet.
Ed è stata proprio la disponibilità di questa pista, unitamente alle difficoltà per l'espansione degli impianti incontrati in Varese, a convincere la Macchi ad effettuare il totale e definitivo trasferimento della ditta a Venegono.
Questo trasferimento si è concluso nell'estate del 1993.