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AEROPORTO VERGIATE

Il piccolo, ma vivace, aeroporto di Vergiate affonda le sue origini negli anni trenta. Fu la SIAI ad avere il bisogno di realizzare nuovi impianti produttivi e di affiancarvi una pista di volo per i frequenti collaudi degli apparecchi.
Dopo lunghe ed estenuanti pratiche, la prima pietra del nuovo aeroporto venne posta nel giugno del 1937, mentre poco più di un anno dopo, nel settembre del 1938, giunse l'autorizzazione all'uso da parte del competente Ministero.
A quanto pare, escludendo gli apparecchi SIAI, il primo scalo vi venne effettuato da un cittadino privato americano, Donald Wilson, che vi atterrò con la consorte a bordo di un Fairchild il 14 novembre 1938. In realtà i due coniugi erano diretti a Linate, ma una fitta nebbia consigliò l'atterraggio a Vergiate dove, sempre a causa della nebbia, sarebbero restati sino al giorno 19.
Ciò fu tuttavia di buon auspicio, giacché nelle settimane successive l'attività aeroportuale divenne intensa, specie a motivo dell'arrivo di gerarchi e ufficiali.
La guerra si approssimava e la SIAI era destinata a un grande ruolo.
La pista misurava metri 50 di larghezza e 800 di lunghezza. I primi tre anni del conflitto furono contraddistinti dalla sperimentazione dei vari modelli di aerei SIAI destinati al fronte.
Dopo l'armistizio aeroporto e impianti industriali vennero occupati dalle forze armate tedesche e perciò subirono a più riprese l'attacco delle forze partigiane e degli alleati, ma a quanto pare senza gravi danni.
Come è noto gli azionisti e le maestranze della SIAI si adoperarono sin dall'estate del 1945 per tenere in vita questa grande azienda e nel suo ambito l'aeroporto di Vergiate.
L'attività comunque procedeva a bassi ritmi, per lo più si trattava di revisioni e riparazioni di vecchi veicoli. Fu interessante, ad esempio, il tentativo di stabilire una regolare linea di volo tra Milano e Roma. Da ciò sarebbe potuta derivare la rinascita dell'aviazione civile, ma la forte opposizione degli alleati lo impedì.
L'aeroporto di Vergiate diventa, quindi, il testimone della lunga lotta condotta dalla SIAI dapprima per non morire, poi per assicurarsi un futuro.
Aerei ed elicotteri hanno continuato a volteggiare sulla sua pista e ciò accade anche oggi, sotto l'egida industriale della Agusta. La pista di Vergiate ha però altre storie interessanti da narrare. Anzitutto quella di essere stata la sede e la base dell'Aero Club "Bruno Passaleva", la cui lunga storia ebbe inizio il 26 febbraio 1956 mediante la trasformazione del Gruppo Sportivo Volo a Vela SIAI Marchetti (attivo sin dal maggio 1945) in Aero Club ora trasferitosi in quel di Biella per esigenze logistiche di Malpensa 2000 e di Finmeccanica  che è subentrata a SIAI a sua volta entrata nel gruppo tramite la sua acquisizione da parte di Alenia Aermacchi basata sull’aeroporto di Venegono. La seconda storia riguarda la Manifestazione Aerea di Vergiate(MAV): una grande esibizione (a terra e in volo) di aerei, alianti ed elicotteri, in cui si riassume di volta in volta il glorioso cammino percorso dall'aviazione di tutto il mondo.
La prima MAV fu tenuta il 16 giugno 1957.
Da allora è stato un susseguirsi di successi che ha portato a Vergiate migliaia di appassionati.