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Lago Ceresio

 

Il lago di Lugano, altrimenti detto Ceresio, è un lago alpino che si estende tra il Canton Ticino, la Provincia di Varese e la Provincia di Como.
Uno dei più belli tra i laghi prealpini, di sottile e misterioso fascino e di grandi tradizioni turistiche. Dai bellissimi rilievi che si affacciano su di esso si godono scenari magici ed i paesi limitrofi sono mete ideali per chi cerca tranquillità e benessere. Non mancano, inoltre, attrazioni culturali e possibilità escursionistiche.

Etimologia

Ceresio, l'altro nome del Lago di Lugano è l'italianizzazione del nome latino Ceresium, di etimologia incerta (secondo alcuni dal latino "cerasa" cioè ciliegia, secondo altri ci sarebbe un origine più antica da individuarsi in un antico toponimo romano "Ceresium" la cui traduzione più accurata sarebbe: "più blu del cielo".Un'ulteriore, più accurata versione, dice che il nome deriva dal celtico "keresius" che significa "ramificato" ed in effetti la forma del Lago Ceresio è proprio ramificata, con più rami.

Il lago di Lugano è di origine glaciale essendosi formato al termine dell'ultima glaciazione circa diecimila anni fa.
I tre principali immissari sono il Cassarate, il Vedeggio e il Cuccio.
Immissari minori sono i torrenti: Bolletta, Laveggio, Magliasina, Mara, e Rezzo.
Dal suo ramo occidentale inizia il fiume Tresa (emissario), che sfocia nel Lago Maggiore e appartiene quindi al bacino idrografico del fiume Ticino.
Il punto più profondo (288 metri) è nella parte superiore del lago, tra il confine svizzero e quello italiano, a pochi chilometri da Gandria.
Le località di Melide e Bissone, che si affacciano su sponde opposte del lago, sono collegate da un ponte diga sul quale passano l'autostrada nazionale A2, la strada cantonale e la ferrovia. Questa costruzione poggia le sue fondamenta su depositi morenali (morena frontale) lasciati dopo il ritiro dei ghiacciai in epoca preistorica.

Fauna

Il lago è molto pescoso. A parte alcune zone protette, come la foce del fiume Cuccio nel comune di Porlezza, è possibile pescare ovunque anche se secondo diverse modalità.
Le specie protette sono le alborelle e i gamberi di fiume autoctoni (Austropotamobius pallipes). Soprattutto l'alborella è quasi estinta, a differenza del Lago Maggiore e si sta pensando ad un ripopolamento controllato soprattutto nelle zone di Lavena Ponte Tresa.
Nel 1895 vi è stato introdotto anche il salmerino, dal Lago di Zugo, mentre tra il 1894 e il 1897 è stato introdotto il coregone.
Dal 1950 si è tentato anche l'inserimento del coregone bondelle (Coregonus macrophthalmus Nusslin) del Lago di Neuchâtel che, però, non ha attecchito.
Ultimamente vi è stato avvistato il pesce siluro.