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LIBERTY

VILLA PURICELLI – CASTRONNO

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Deriva il nome dai suoi proprietari, i Puricelli, famiglia castronnese di costruttori di vie, esperti nell'estrazione di pietre nelle cave, e a capo della società "Italstrade", operativa in tutta Europa. Il nome di un suo componente, Piero, è legato alla prima autostrada italiana, la trafficatissima Milano-laghi, di cui fu l'ideatore e promotore. Residenza estiva, circondata da un grande parco e da cascine, è uno dei numerosi esempi varesini del liberty, lo stile ornamentale che interessò l'arte e l'architettura di mezza Europa tra fine Ottocento e inizio Novecento.

Già da una rapida occhiata ai muri esterni appare chiaro che la condizione in cui versa attualmente l'edificio è drammatica. Una più accurata ispezione all'interno dà conferma di quanto si intuisce palesemente all'esterno: i pavimenti mostrano cedimenti e buche, materassi e bottiglie vuote sono sparsi ovunque, le pareti sono imbrattate di scritte; decorazioni murali e dei balconi liberty lasciati al più completo degrado.
 
Esistono delle idee e un progetto. "Potrebbe diventare la nuova sede comunale", è un auspicio possibile del primo cittadino. L'assessore alla cultura e ai servizi sociali, Luigi Agnello, propone invece di farne una scuola di musica europea che potrebbe ricevere, in quanto tale, finanziamenti dall'Unione. La precedente giunta Vettorato, intendendoci inservirvi l'asilo, ne ha infine risanato solo il tetto. Tra le ipotesi, all'orizzonte, e quella peraltro più recente, è la proposta emersa nel 2006, nel quadro di un project financing presentato dal Comune, di crearvi un hotel di lusso. Ma l'unico progetto esistente, benché mai attuato, è quello dell'arch. Claudio Scillieri: i rustici annessi alla villa destinati ad ospitare la biblioteca e una piccola sala riunioni; all'interno, la villa, invece, la sede del centro anziani, delle numerose associazioni castronnesi e di un piccolo museo sulla tradizione contadina del paese.

La villa e il parco non possono subire profonde trasformazioni, pertanto abbattere i muri interni per costruire un ampio salone, fondamentale per le idee sorte finora, costituisce un grande problema. Lo stabile come nuova sede del Comune mancherebbe, infatti, della sala consiliare, come Hotel sarebbe priva della sala da pranzo, come scuola musicale non potrebbe essere fornita di un'auditorium. Farne un polo culturale per le numerose associazioni castronnesi, comprensiva di biblioteca, sembrerebbe quasi "uno spreco", a sentir parlare i rappresentanti dell'amministrazione in carica. E poi, dato assolutamente non irrilevante, la stima per la ristrutturazione si aggira intorno al milione di euro, e tanto altro ancora richiederebbe il suo mantenimento. Chi si potrebbe sobbarcare una spesa del genere? "Non certo il Comune con i tagli imposti dal governo agli enti locali e con l'obbligo di versare nelle casse dello stato i disavanzi di bilancio" sottolinea Agnello. E "Il Fai, per esempio, la prenderebbe in gestione solo a lavori ultimati", dichiara Bertolotti.