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Golasecca, Museo archeologico - Antiquarium
Antiquarium - Golasecca
Categoria: museo archeologico
Palazzo comunale
P.zza della Libertà 5 - Golasecca
Tel. 0331958850
Fax 0331958826
Sito Web: http://www.comune.golasecca.va.it
E-Mail: info@comune.golasecca.va.it


Orario di apertura al pubblico:
A richiesta da lunedì a venerdì mattina; chiuso gl'altri giorni.
Ingresso gratuito
Cenni storici
La civiltà di Golasecca si sviluppa nel territorio compreso fra lo spartiacque alpino a nord, il Po a sud, il Serio ad est e il Sesia ad ovest, lungo un arco di tempo che va dal IX al IV secolo a.C.
La scoperta di tale civiltà risale agl'inizi dell'800 da parte dell'archeologo e studioso locale G.B. Giani, il quale inizialmente ritiene che i reperti rinvenuti siano testimonianze della battaglia avvenuta durante la seconda guerra punica tra Annibale e Scipione lungo il Ticino, tesi già sostenuta precedentemente da Carlo Amoretti erudito viaggiatore settecentesco.
E' nel 1865 che Gabriel de Mortillet attribusce correttamente i manufatti ad una civiltà autonoma preromana.
Altri ritrovamenti direttamente collegabili alla cultura di Golasecca sono stati rinvenuti lungo la sponda piemontese del Ticino e nei dintorni di Bellinzona e Como.
I reperti che descrivono come si svolgeva la vita della cultura dei Golasecchiani provengono dalle numerose tombe ritrovate presso Sesto Calende, Golasecca e Castelletto Ticino.
Le origini della civiltà di Golasecca sono probabilmente celtiche.
Si può presumere inoltre che la struttura sociale adottata fosse articolata gerarchicamente e che la popolazione fosse divisa in villaggi situati nei pressi delle necropoli ritrovate.
Era praticata l'agricoltura, la tessitura e l'allevamento che permetteva di produrre carne e formaggio.
Questi insediamenti erano di grande importanza strategica dato che si trovavano lungo i percorsi per i passi del San Bernardino, Gottardo e Sempione.
Dal ritrovamento di vari suppellettili si deduce che i Golasecchiani commerciavano con Etruschi e Greci e fungevano anche da intermediari con i Celti del nord. Avevano contatti anche con Hallstatt, in Austria, 50 Km a sud-est di Strasburgo, da dove trasportavano il sale necessario alla conservazione del cibo.
I manufatti artigianali erano ottenuti tramite l'utilizzo del tornio lento oppure modellati a mano, gli oggetti di metallo erano invece eseguiti a fusione o per laminatura.
Le decorazioni testimoniano una chiara influenza etrusca.
La civiltà di Golasecca scompare nel 388 a.C. a causa dell'invasione dei Celti.
La Collezione
L'Antiquarium conserva urne, monili e arredi funerari relativi alla cultura Golasecchiana