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CAP: 21047
Prefisso: 02
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Saronno

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Importante centro industriale, situato al limite sud della provincia, al confine con il comasco e l'alto milanese. Ricco borgo agricolo collocato in mezzo a fertili pianure, sede di un famoso mercato si trasformò dapprima in centro commerciale e successivamente in polo industriale.Sorge all'estremità meridionale della Provincia di Varese, al confine con le Provincie di Como e Milano, equidistante dai tre capoluoghi. Il suo territorio è attraversato dal torrente Lura che nasce nel territorio del Comune di Bizzarrone, ai confini con il Canton Ticino. L'intero corso del Lura è oggi un'area protetta, il Parco del Lura che vede coinvolte ben nove amministrazioni comunali, di cui due, Saronno e Caronno Pertusella, in Provincia di Varese.
Le prime notizie certe di un insediamento abitativo sono fornite da reperti di epoca romana (I e II sec. a.C.) rinvenuti nei pressi di casa Brasca. Una lapide votiva, attualmente murata nella chiesa di San Francesco, con la scritta QVINTVS CASSIVS MERCATOR DEIS DEABUS, testimonia la fede di un mercante di nome Quinto Cassio e la probabile presenza di un mercato.
In un documento del 796 si parla di Johannes de vico Solomno e in un altro del 903 sono citati possedimenti in Saronno donati a Galdulfo, abate di S. Ambrogio in Milano. Nel 1169 Saronno contava già tre chiese: San Pietro (la più antica, sorta su un'area di culto romana), S. Maria e S. Salvatore. Nel 1189 esisteva un castrum, forse un recinto fortificato in cui risiedeva un nobile locale.
Alla fine del Duecento, all'epoca dei Torriani e dei Visconti, il borgo viene cinto da mura, con quattro porte: S. Ambrogio, Vigo, del Cantone Cidrasco e di Carambari. Risale a quell'epoca l'arrivo degli Umiliati e dei Francescani, che nel 1286 costruirono un convento accanto alla chiesa di San Pietro. Nel 1301 il borgo ottenne il privilegio di tenere mercato tre volte la settimana. Si vendevano segale, miglio, frumento, panico, sorgo, fagioli, fave, ceci, piselli e panni di lana, prodotti dagli Umiliati.
Nel Quattrocento, Saronno era un ricco borgo agricolo-commerciale. Nel 1455 Francesco Sforza fece apporre le sue insegne sul castello del borgo; nel 1491 venne infeudata da Ludovico il Moro a Cecilia Gallerani, che cedette i suoi diritti al ramo locale dei Visconti. Nel sec. XVI, con Luigi XII, Saronno passò a Stefano Castiglioni. Nel 1498 venne posta la prima pietra del Santuario della Beata Vergine dei Miracoli, nel luogo dove diversi fedeli riportarono guarigioni miracolose attribuite alla Madonna.
Nel 1525 Francesco II Sforza concesse il feudo alla famiglia milanese dei Biglia che lo terranno sino al 1805.
Le gravi epidemie di peste falcidarono a più riprese la popolazione che nel 1673 era costituita da solo 700 abitanti, contro i 2200 del 1577.
Nel 1815 Saronno contava 3527 abitanti ed era ritornata ad essere uno dei più importanti centri del territorio varesino, con Varese, Gallarate e Busto. Il mercato trisettimanale era luogo di incontro per le attività manifatturiere, agricole e commerciali tra il milanese e il varesotto.
Nel 1827 scoppiò un grande incendio che distrusse totalmente il centro del borgo. Nel 1835 scoppiò un'epidemia di colera.
Nel 1861 Saronno contava 6000 abitanti, di cui ben 1700 sapevano leggere e scrivere. Sono di questo periodo le iniziative industriali che portarono alla creazione della Lazzaroni (1888, industria dolciaria), della ILLVA (1904, Amaretto di Saronno), del cotonificio Poss (1885), della CEMSA (1887, costruzioni elettromeccaniche), della Parma (1870, casseforti), della Gianetti (1913, ruote).
Nel 1911 era diventata uno dei poli dello sviluppo industriale dell'Alto Milanese. Nel 1927 entrò a far parte della Provincia di Varese. Nel 1960 divenne città.