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Campioni di Varese

Varese non è soltanto natura, storia, arte e turismo. Varese è anche, e soprattutto, sport: Varese è terra di campioni. Numerosi sono i successi conseguiti in varie discipline come il basket, il calcio, l’hockey su ghiaccio, il rugby e il volley, ma il ciclismo è senza dubbio lo sport numero uno. La Città Giardino ha dato i natali a grandi nomi delle due ruote: Luigi Ganna, antico campione che fu uno tra i primissimi imprenditori della bicicletta; Alfredo Binda, mito degli anni trenta; Claudio Chiappucci, esempio di caparbietà. Più di recente si sono messi in evidenza Ivan Basso e Stefano Garzelli, vincitori delle ultime due edizioni della Tre Valli Varesine, Daniele Nardello e Stefano Zanini.

Luigi Ganna

Detto “el Luisin”, e poi anche Luison, è il vincitore del primo Giro d’Italia. Nato ad Induno Olona il 1° dicembre 1883, ogni giorno si trasferisce a Milano per svolgere l’attività di muratore. Invece che spostarsi in treno, preferisce la bicicletta… Mamma e papà non vogliono che faccia il corridore, così, nel 1905, è costretto a prende parte a due corse di nascosto. E’ terzo al Giro di Lombardia, exploit che gli vale ben 18 lire e che convince anche i genitori. Da quel giorno è un susseguirsi di splendidi traguardi: il contratto con la Bianchi, la vittoria nella Milano-Torino, due terzi ed un secondo posto al Giro di Lombardia, un argento nella Milano – Sanremo. Il 1909 è l’anno di gloria per “il buon Ganna”, come lo definiscono i giornalisti: vince la Milano-Sanremo e il primo Giro d’Italia della storia. Prima muratore, poi corridore, infine imprenditore. Nel 1912 Ganna apre una fabbrica di biciclette sulle quali correrà poi Fiorenzo Magni. Muore a Varese il 2 ottobre 1957.

Alfredo Binda

Il mito per eccellenza del ciclismo datato anni ’20-’30 nasce l’11 agosto 1902 a Cittiglio, piccolo borgo del varesotto. La storia di Binda è semplicemente unica: non solo riesce a vincere, da corridore, tutte le corse più importanti in Italia ed all’estero, ma è anche in grado, nella veste di commissario tecnico, di portare al trionfo i suoi atleti. Atleti del calibro di Gino Bartali e Fausto Coppi.
Nel suo palmares di corridore figurano, oltre a quattro Giri di Lombardia e quattro campionati italiani, 2 Milano–Sanremo, 3 Campionati del Mondo e ben 5 edizioni del Giro d’Italia. Si dice che, a causa della sua straordinaria superiorità, nel 1930 fu pagato dagli organizzatori 22.500 lire per non prender parte al Giro di quell’anno… Il nome di Alfredo Binda apre l’albo d’oro dei Campionati del Mondo. Il varesino si aggiudica, infatti, la prima edizione disputata ad Adenau nel 1927. Nel 1936 lascia l’attività agonistica e diventa commissario tecnico della nazionale italiana: porterà alla vittoria Bartali al Tour del ’48 e Coppi nel ’49 e nel ’52, ed otterrà la vittoria iridata di Coppi a Lugano nel 1953.

Claudio Chiappucci

Meglio noto come “el diablo”, Chiappucci è uno fra i più noti ed apprezzati corridori degli anni ’90, amato per lo stile tutto grinta e voglia di attaccare. Lo scalatore di Uboldo, classe ’63, balza agli onori della cronaca nel Tour de France del 1990 quando, grazie ad una fuga lanciata nei primi giorni di corsa, riesce ad accumulare più di 10’ di vantaggio sui favoriti. Indossa la maglia gialla fino alla penultima tappa, una prova a cronometro. Vince il grande favorito Lemond ma Chiappucci riesce comunque a mantenere il secondo posto. Per Chiappucci non è l’unico argento al Tour: nel ’92 è secondo dietro al mostro sacro Miguel Indurain. E’ due volte secondo anche al Giro d’Italia, nel ’91 e nel ’92. Due anni dopo è medaglia d’argento ai Campionati del Mondo di Sicilia. Per “el diablo” un curriculum di tutto rispetto…